Sfogliando "Il campanile di San Giuseppe" del
1960 in una rubrica dal titolo "E gli anni passano", leggiamo: Durante
l'undicesima Sagra del mare, nella sala parrocchiale "Pio XII" fu allestita una
fiera libraria "Il libro delle ore serene" che ebbe notevole successo per
affluenza di visitatori e per libri venduti. Nello stesso numero, in prima
pagina troviamo una foto realtiva alla fiera libraria: si intravedono alcune
persone in piedi, riunite intorno ad un tavolo. Gli sguardi dei presenti, dal
volto sorridente, sono rivolti alla figura centrale che, dalla posa delle mani,
rivela essere colui che sta parlando. La didascalia così recita: Mostra del
"Libro delle ore serene" - Agosto 1959 - Parla il dott. Mario Stefanile del
"Mattino".
D
a
questo documento si può certamente far risalire al 1959 la nascita
dell'iniziativa promossa dalla parrocchia di san Giuseppe, che oggi va sotto il
nome di "Fiera del libro" e che, fin dal suo apparire, si avvaleva della
presenza di qualche personaggio illustre del mondo culturale. Inoltre
apprendiamo che l'iniziativa nasceva durante la "Sagra del mare", unica
manifestazione socio-culturale nata a Procida negli anni del dopoguerra e che,
come molti ricordano, oltre a momenti ludici e ricreativi, proponeva anche una
serie di iniziative culturali legate alla storia del mare e alla nostra
tradizione.
I libri erano portati a Procida dalle Suore della San Paolo, che sbarcavano
sull'isola con la loro auto carica fino all'inverosimile, ed erano le Suore
stesse a presenziare alla mostra che durava pochi giorni.
Di turismo, all'epoca, non si parlava, pur essendoci già un numero di amici
affezionati all'isola, per lo più persone del mondo culturale di Napoli e
provincia che ritornavano ogni estate a Procida per la bellezza dei suoi luoghi,
per l'affettuosa ospitalità dei procidan,i ma soprattutto perché l'isola si
presentava incontaminata e in netto contrasto col clima vacanziero e dispersivo
di altre località. Sì, Procida offriva realmente "ore serene" nelle quali un
buon libro non guastava.
La "Fiera del Libro" interessò i procidani, ma anche quello sparuto numero di
veri turisti affezionati all'isola e Mario Stefanile, uno dei più noti
giornalisti napoletani, era tra questi. L'idea di invitarlo alla prima edizione
fu certamente una scelta indovinata e determinante per il successo della
manifestazione
La collaborazione delle Suore della San Paolo si ripeté anche negli anni
successivi.
Nella parrocchia, intanto, era molto attiva già da anni l'Azione cattolica, sia
maschile che femminile, intitolata a Egidio Bollesi, un giovane marinaio morto
giovanissimo che aveva lasciato dietro di se una testimonianza viva di fede
cristiana proprio nel duro lavoro della vita di mare. Ricordo che, sempre, in
quelle prime "Fiere del Libro", era disponibile la vita di Egidio Bullesi e un
piccolo libro scritto da don Michele dal titolo: Chi è san Giuseppe.
C'erano stati, nel passato, a Procida, sacerdoti che avevano scritto libri, e
anche uomini di cultura che si erano cimentati con saggi sulla storia
dell'isola, ma risalivano quasi tutti alla fine dell'ottocento. Quel primo libro
di don Michele, pubblicato nel 1961, apriva nuovi orizzonti.
Fatto non casuale fu quello che
avvenne nella parrocchia di san Giuseppe proprio nel 1961 e di cui, chi scrive
ne fu testimone e protagonista insieme ad altri.
Don Michele, insegnando religione da vari anni nelle scuole di Procida, ed
essendo rimasto in contatto con alcuni suoi alunni, pensò di creare nell'isola
un momento culturale in cui i giovani stessi fossero protagonisti. Nacque così
il "Circolo Cilturale" che interessò giovani di tutte le contrade.
Erano tempi in cui difficilmente un giovane procidano scendeva alla Chiaiolella,
per cui le famiglie del posto ancora oggi ricordano quel gruppo di giovani,
ragazzi e ragazze insieme, che si riunivano periodicamente intorno al loro
campanile.
Il primo libro di cui si parlò nel "Circolo" fu Il diario di Anna Frank, un
libro a Procida del tutto sconosciuto e di cui ne aveva parlato a don Michele la
professoressa Luisa Monti. Fu lei che prestò il libro ad uno di questi giovani,
il quale, dopo averlo letto attentamente, ne relazionò agli altri esubito dopo
si volle affrontare il tema dell'antisemitismo legato alla tragedia vissuta
dagli ebrei durante la seconda guerra mondiale.
Il "Circolo Culturale" si avvaleva della Biblioteca parrocchiale, che si
arricchiva di anno in anno di nuovi volumi e, di una serie di riviste
specializzate quali "Il Ragguaglio librario", "Meridiano 12", "La Rivista del
Cinematografo", "Le vie d'Italia" ed altre:

Quando le Suore della San Paolo comunicarono a don Michele l'impossibilità di
ritornare a Procida, furono gli stessi giovani del "Circolo Culturale" insieme a
quelli dell'Azione Cattolica e ad alcune famiglie della Parrocchia ad
organizzare la manifestazione estiva, che perse l'appellativo "delle ore serene"
per chiamarsi soltanto "Fiera del Libro".
Solo nel 1975, come leggiamo sempre dal "Campanile di san Giuseppe" la "Fiera"
promosse altre manifestazioni culturali e artistiche, prolungandosi per più
tempo. Ed è così arrivata ai nostri giorni.
Bisogna dire che, negli anni cinquanta-sessanta, non esistevano a Procida
librerie, per cui, nelle nostre case, con c'erano molti libri. I docenti
procidani, tra l'altro erano pochissimi e la maggior parte di essi veniva dalla
terraferma. Anche gli studenti universitari scarseggiavano: una o due iscrizioni
all'anno: La "Fiera del Libro" quindi rappresentava una novità assoluta,
divenendo nel tempo un'operazione culturale stimolante e necessaria, perché
molte famiglie scoprivano la bellezza di donare ai propri ragazzi un libro. Una
della immagini più belle che ancora oggi si può ammirare alla "Fiera" è quella
di un genitore con il proprio figlio mentre scelgono un libro.
Ma la Fiera ha avuto anche un altro grande compito: permettere ai procidani di
incontrare personaggi della cultura italiana. Sono infatti passati in questi 45
anni numerosi scrittori, giornalisti che hanno contribuito, attraverso il dono
della loro esperienza, ad aprire l'animo dei procidani verso dimensioni più
ampie ed universali. Ricordiamo, tra gli altri, Padre Ernesto Balducci, Padre
Bartolomeo Sorge, Paolo Giuntella, Michele Prisco, Italo Alighiero Chiusano,
Gino Montesanto, Antonio Lubrano, Tano Ciceroni, Vittorio Paliotti, don Bruno
Forte, Francesco D'Episcopo, don Luigi Bettazzi, Sergio Scapagnini, Domenico del
Rio.
Se oggi a Procida è cresciuto il numero degli scrittori e giornalisti lo si deve
anche alla "Fiera del Libro": Significativo il fatto che in questi ultimi anni
gli organizzatori hanno sempre avuto un attenzione per gli scrittori indigeni
presentando le loro opere e consegnando ad essi una simbolica "Penna d'argento".