
Nascita e storia de “il Campanile”
Giugno 1956 – Un giovane parroco si aggira con il
breviario tra le mani tra i banchi della Chiesa di San Giuseppe.
E’ don Michele che, pregando, sta certamente riflettendo
sul cammino che intende intraprendere “con” e “per” i suoi parrocchiani.
Ci piace immaginare che si sta affidando a San Giuseppe
per il quale, cosa ormai risaputa, ha un amore e una venerazione particolare.
Don Michele è agli albori del suo ministero e sa che dovrà
lavorare tanto per il suo “gregge”! Prega, studia, riflette
…… E’ nella sua indole. Non gli sfuggono i
problemi grandi e piccoli della Parrocchia. La quotidianità è
sotto i suoi occhi: non può permettersi che qualcosa gli sfugga, perciò
registra tutto ciò che ritiene opportuno in un suo diario particolare ….
Nasce forse da qui l’idea di pubblicare un bollettino
parrocchiale? Noi non lo sappiamo.
Certo è che nel marzo 1957, don Michele pubblica il primo
bollettino della Parrocchia di San Giuseppe alla Chiaiolella in Procida, dal
titolo: La Voce di San Giuseppe. Sono due pagine che si aprono con l’immagine
del Santo a noi tanto caro e con una riflessione sul silenzio dell’operaio di
Nazareth che vale più di mille parole gridate.
Il seme è gettato. Dal lontano 1957
ad oggi, sono ormai 50 anni che si pubblica il bollettino. Nel 1958 il giornale
ha ancora la veste tipografica dell’anno prima; l’anno
seguente il bollettino cambia titolo e diventa: il Campanile di San Giuseppe e
prende l’aspetto di un quotidiano. Dal 1964 il giornale assume il formato
attuale: però, anche se cambia la grafica, il contenuto, per molti aspetti,
rimane lo stesso, migliorando in qualità con il passare degli anni.
Dalle pagine del primo numero del “Campanile “ ad oggi
traspaiono l’impegno, il lavoro, l’attenzione del nostro parroco per i suoi
parrocchiani. Già nelle prime righe di questo scritto abbiamo accennato alla
devozione che Don Michele ha per il “dolce Santo”, ma
in ogni numero del Campanile c’è un riferimento a scritti sul padre terreno di
Gesù; il parroco, inoltre, cura una biblioteca parrocchiale di libri giuseppini (vedi “Il Campanile” del 1972) che vanno dal
1727 ad oggi, con quattro sezioni: biografica, esegetica, storica, culturale.
Ma don Michele non è geloso del suo amore
per San Giuseppe, anzi lo propaga con la voce e con gli scritti. Non possiamo
dimenticare che il parroco viene invitato a Malta ad
un “Simposio internazionale sul Santo” e lì rileva la sua voce autorevole. (Vedi “Il Campanile” del 1998). Le pagine del bollettino
servono a Monsignore Ambrosino per diffondere la catechesi anche e soprattutto
ai “figli lontani”. Quante lettere piene di affetto!! E quanta intelligente ironia traspare dalle righe rivolte alle
persone nel bisogno alle quali è sempre tanto vicino e per le quali ha, in ogni
momento, incitanti parole di conforto. Inoltre,
per registrare, “ove fosse possibile”, tutti gli impegni culturali della
parrocchia, in particolare “la fiera del libero” (vedi foto che riprende
l’inaugurazione della nostra del “Libro delle ore serene” – agosto 1959, dal
Campanile 1960.
I fascicoli de “Il Campanile” rappresentano ormai una
memoria storica della nostra parrocchia perché riportano fedelmente, anno per
anno, lo stato civile, le spese per il sostentamento e la manutenzione della
chiesa, il percorso religioso della stessa scandito dalle tante visite
pastorali di vescovi e cardinali (dalla visita si S.E.
il Card. Mimmi – 1957 -, alla visita di un vescovo
africano dell’Uganda – 1964, senza tralasciare la presenza costante dei
Cardinali Ursi e Giordano e dei vescovi Bettazzi, Vallini ed altri.
Valga per tutti il riferimento fatto
ne “Il Campanile” del 1979 dove si registra la visita di ben sei vescovi
nell’anno precedente (vedi pag. 5 n° 23).
Vorremmo concludere dicendo che
con il “bollettino”, Don Michele ha voluto, secondo noi, dar voce a San
Giuseppe che, così come lui ci insegna, è il santo del silenzio: nel Vangelo
“non parla”, però, opera umilmente. E’ la voce del Santo si spande in tutta la
parrocchia anche attraverso “le campane del campanile” che chiudono ogni numero
del bollettino.
A Don Michele va il nostro “grazie” per tutto ciò che ci
ha dato e continuerà a donarci.
Caterina Martino Domenico Meglio